In Europa intanto l’Armata rossa giungeva alle
porte di Berlino mentre gli Angloamericani, dopo lo sbarco in Normandia,
avanzavano attraverso il Belgio. Hitler, di fronte alla disfatta, si suicidò
nel suo bunker.
In Italia, l’ultimo inverno di guerra era stato
terribile con gli Alleati bloccati sulla Linea gotica e i nazisti che compivano
atrocità ai danni della popolazione civile.
Il 21 Aprile gli Alleati entrarono a Bologna e si
aprirono la strada verso la valle del Po. Le bande partigiane attaccarono le
città ancora occupate, dove la popolazione insorse contro i tedeschi e i
fascisti. Entro il 25 Aprile i centri maggiori (Milano, Bologna, Genova,
Venezia), vennero liberati alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe
alleate.
L’ultimo atto del fascismo fu la fuga prima e la
fucilazione poi di Benito Mussolini. All’inizio dell’insurrezione di Milano
il dittatore era ancora in città e tentò di concordare una resa onorevole con
il Comitato di Liberazione nazionale. I dirigenti del CLNAI furono però
irremovibili nel pretendere la resa senza condizioni. Mussolini allora,
travestito da soldato tedesco e
sotto la scorta delle SS, tentò la fuga verso la Svizzera. A Dongo, però,
venne riconosciuto e catturato da un gruppo di partigiani.
La ricostruzione dettagliata delle ultime ore del
duce sono tutt’oggi al centro di un fitto dibattito storiografico. Secondo la
versione ufficiale Mussolini venne subito fucilato per ordine del CLNAI, insieme
all’amante Claretta Petacci che lo seguì nella fuga. Il 29 Aprile i loro
corpi, insieme a quelli di altri fascisti, vennero esposti nel Piazzale Loreto a
Milano, appesi in testa in giù alla tettoia di un distributore di benzina.
Si concludeva così, con quel tragico epilogo, un
periodo caratterizzato da 20 anni di dittatura fascista e da 5 di guerra.